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I sogni dell'anarchico

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Mioni, Ugo 25 occorrenze

I sogni dell'anarchico

, magro, dalle guancie infossate, dagli zigomi sporgenti, e con certe chiazze rosse, che si accentuavano quando egli s'infervorava nel discorso. L'occhio

I sogni dell'anarchico

Egli era uscito dalla sua piccola casa dove abitava colla moglie ed una nidiata di figli, e guardava il colle vicino, dai pendii rapidi, scoscesi

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Passano i giorni. Egli è assiduo al lavoro; lavora da mane a sera, e la moglie robusta e due figli lo aiutano sui campi, mentre l'unica figlia

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Una via polverosa. Egli procede a piedi, stanco, sfinito. Va alla città vicina per chiedere giustizia. La otterrà? Ne è quasi sfiduciato. Eppure la

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. , Che è avvenuto? Balza dal letto. Già. Ha sognato. La realtà invece si è, che la tanto sospirata rivoluzione sociale è finalmente scoppiata. Egli ne

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rivoluzionari sono rinsaviti; si sono convinti, che egli era un loro benefattore, che dovevano il trionfo a lui; lo hanno raccolto, lo hanno medicato con

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della sua morte. Già, della sua morte, perche egli ha da gettare le bombe; l'e getterà in chiesa e, se ben ci pensa, le getterà in modo da venir

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trovare dell'acqua e conservare la libertà. Dietro di lui c'è una schiavitù, ben peggiore della morte. Avanti, mio Veloce! avanti. Egli stimola il

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minaccioso ha perduto parte del suo terrore; la sua luce è sbiadita tanto. Pure ciò non reca conforto al capo. Egli guarda la cometa, con un infinito

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. Tra i più riottosi Ramsette. Egli si trova ià, incatenato alla parete, nell'angolo più buio della stiva, col corpo coperto di piaghe, sulle quali

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rispettato dei beduini, il capo temuto e potente dei romani, ma gli si risponde con una risata. Intanto passano i giorni, lunghi, monotoni; ed egli

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Egli si destò, sul suo letto di porpora, e apri gli occhi. Un sudore freddo, gelido, gl'imperlava la fronte. Girò gli occhi e guardò smarrito attorno

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del mondo greco erano accorsi per vincerlo; facevano sforzi infiniti per non venir vinti da lui, ma egli li superava facilmente: essi dovevano

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bel Vesuvio, il più bello tra i monti, il più delizioso; ecco Partenope, che esce luminosa dall'onda, e che egli vuole deliziare del suo canto, la

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Egli infuria nelle sale del suo palazzo. Nessuno osa avvicinarlo, tanto è adirato. La folla infuria essa pure. La delusione è stata troppo grande

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divini misteri e dove egli evoca quello sfesso divino Infante che è nato a Betlemme. Essi uniscono la loro voce a quella del celebrante. Cantano: Gloria

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Egli era in preda ad un'angoscia infinita. Le notizie, giunte qualche minuto fa al suo orecchio, erano state cosi truci. Le aveva avute da un uomo

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con amore, offre centuplice frutto. E' quella la terra dei suoi avi; là lavorò il nonno, là il padre, là egli apprese amore al lavoro, alla vita

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sono lieti di poter torturare, scannare, uccidere. Egli ha voluto opporsi loro; ma tre, quattro, cinque, dieci;si sono gettati sopra di lui, lo hanno

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può essere! Eppure è lui, è lui! Romano, fratello mio! Romano! Romano! Egli ha cercato la patria, il suo fratello amato, e l'ha trovata. Il paese della

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fascio, e di condurci alla vittoria! ?Chi? ? Alessandro. ? Il Papa? - Una vittima anche lui della crudeltà teutonica. Egli deve difendere dalla barbarie

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Passano i mesi, lunghi, durante i quali egli gira di qua, di là, organizzando le masse, destando entusiasmo, esercitando i giovani, esortandoli a

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- Vile! mormorò Giovanni Giunti quando l'amico fu uscito. Egli disprezzava tutti questi uomini dalle mezze misure, che non la sapevano rompere a

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Egli lo guarda estatico il carroccio, lo bacia, non sa staccare lo sguardo da lui e poi va da' Alessandro. Il viaggio non gli reca difficoltà. E

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commossa la sacra porticella e più d'uno piange. Il suono delle campane è giunto anche nella sua stanza ed egli si desta. La camera è buia. - Maledette

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